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DSA

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Disturbi Specifici dell’Apprendimento, convenzionalmente abbreviati con l’acronimo DSA, comprendono un gruppo eterogeneo di disordini che si manifestano con significative difficoltà nell’acquisizione e uso di abilità di comprensione del linguaggio orale, espressione linguistica, lettura, scrittura, ragionamento o matematica [1].

Si tratta di disturbi  che si verificano in genere in soggetti normodotati e vengono suddivisi in:

– dislessia (disturbo di lettura);

 disisortografia e disgrafia (disturbi della scrittura dal punto di vista costruttivo ed esecutivo);

 discalculia (disturbo del calcolo).

 

La dislessia è il disturbo specifico di lettura e si caratterizza per la difficoltà a effettuare una lettura accurata e fluente in termini di velocità e correttezza; tale difficoltà si ripercuote, nella maggioranza dei casi, sulla comprensione del testo.

La disortografia è il disturbo specifico che riguarda la componente costruttiva della scrittura, legata quindi ad aspetti linguistici, e consiste nella difficoltà di scrivere in modo corretto.

La disgrafia riguarda la componente esecutiva, motoria, di scrittura; in altre parole, ci riferiamo alla difficoltà di scrivere in modo fluido, veloce ed efficace.

La discalculia riguarda il disturbo nel manipolare i numeri, nell’eseguire calcoli rapidi a mente, nel recuperare i risultati delle tabelline e nei diversi compiti aritmetici.

[1] C. Cornoldi, Le difficoltà di apprendimento a scuola, Bologna, Il Mulino, 1999, p. 30.

 

SINTESI LEGISLATIVA DSA (legge 8 ottobre 2010, n. 170 e linee guida)

ed INDICAZIONI OPERATIVE

 

 

PREMESSA:

La Legge 170/2010 dispone che le istituzioni scolastiche garantiscano «l’uso di una didattica individualizzata e personalizzata, con forme efficaci e flessibili di lavoro scolastico che tengano conto anche di caratteristiche peculiari del soggetto, quali il bilinguismo, adottando una metodologia e una strategia educativa adeguate».

La didattica individualizzata consiste nelle attività di recupero individuale che può svolgere l’alunno per potenziare determinate abilità o per acquisire specifiche competenze, anche nell’ambito delle strategie compensative e del metodo di studio; tali attività individualizzate possono essere realizzate nelle fasi di lavoro individuale in classe o in momenti ad esse dedicati, secondo tutte le forme di flessibilità del lavoro scolastico consentite dalla normativa vigente.

La didattica personalizzata, invece, anche sulla base di quanto indicato nella Legge 53/2003 e nel Decreto legislativo 59/2004, calibra l’offerta didattica, e le modalità relazionali, sulla specificità ed unicità a livello personale dei bisogni educativi che caratterizzano gli alunni della classe, considerando le differenze individuali soprattutto sotto il profilo qualitativo (metodologie e strategie didattiche).

 

PIANO DIDATTICO PERSONALIZZATO

Il documento, articolato per le discipline coinvolte dal disturbo, dovrà contenere le seguenti voci :

  • dati anagrafici dell’alunno;
  • tipologia di disturbo;
  • attività didattiche individualizzate;
  • attività didattiche personalizzate;
  • strumenti compensativi utilizzati;
  • misure dispensative adottate;
  • forme di verifica e valutazione personalizzate.

E’ inoltre opportuno indicare nel PDP le modalità di comunicazione con la famiglia (diario, webschool, ecc…)

 

STRUMENTI COMPENSATIVI

Premessa:  ”… ai compagni di classe gli strumenti compensativi e le misure dispensative possono risultare incomprensibili facilitazioni. A questo riguardo, il coordinatore di classe, sentita la famiglia interessata, può avviare adeguate iniziative per condividere con i compagni di classe le ragioni dell’applicazione degli strumenti e delle misure citate, anche per evitare la stigmatizzazione e le ricadute psicologiche negative.”

A seconda della disciplina e del caso, possono essere:

  • formulari, sintesi, schemi, mappe concettuali delle unità di apprendimento;
  • tabella delle misure e delle formule geometriche;
  • computer con programma di videoscrittura, correttore ortografico;
  • stampante e scanner;
  • calcolatrice o computer con foglio di calcolo e stampante;
  • registratore e risorse audio (sintesi vocale, audiolibri, libri digitali);
  • software didattici specifici;
  • computer con sintesi vocale;
  • vocabolario multimediale.

N.B: l’uso del registratore in aula, benché contemplato tra gli strumenti compensativi, contrasta con le norme sulla tutela della privacy.

 

Misure dispensative

Esse possono essere, a seconda della disciplina e del caso:

  • la lettura ad alta voce;
  • la scrittura sotto dettatura;
  • prendere appunti;
  • copiare dalla lavagna;
  • il rispetto della tempistica per la consegna dei compiti scritti;
  • la quantità eccessiva dei compiti a casa;
  • l’effettuazione di più prove valutative in tempi ravvicinati;
  • lo studio mnemonico di formule, tabelle, definizioni;
  • sostituzione della scrittura con linguaggio verbale e/o iconografico.

 

Lingua straniera

“…in caso di disturbo grave e previa verifica della presenza delle condizioni previste all’Art. 6, comma 5 del D.M. 12 luglio 2011, è possibile in corso d’anno dispensare l’alunno dalla valutazione nelle prove scritte e, in sede di esame di Stato, prevedere una prova orale sostitutiva di quella scritta, i cui contenuti e le cui modalità sono stabiliti dalla Commissione d’esame sulla base della documentazione fornita dai Consigli di Classe.

Resta fermo che in presenza della dispensa dalla valutazione delle prove scritte, gli studenti con DSA utilizzeranno comunque il supporto scritto in quanto utile all’apprendimento anche orale delle lingue straniere, soprattutto in età adolescenziale.”

 

Strategie metodologiche e didattiche

  • Valorizzare nella didattica linguaggi comunicativi altri dal codice scritto (linguaggio iconografico, parlato), utilizzando mediatori didattici quali immagini, disegni e riepiloghi a voce.
  • Utilizzare schemi e mappe concettuali.
  • Insegnare l’uso di dispositivi extratestuali per lo studio (titolo, paragrafi, immagini).
  • Promuovere inferenze, integrazioni e collegamenti tra le conoscenze e le discipline.
  • Dividere gli obiettivi di un compito in “sotto obiettivi”.
  • Offrire anticipatamente schemi grafici relativi all’argomento di studio, per orientare l’alunno nella discriminazione delle informazioni essenziali.
  • Privilegiare l’apprendimento dall’esperienza e la didattica laboratoriale.
  • Promuovere processi metacognitivi per sollecitare nell’alunno l’autocontrollo e l’autovalutazione dei propri processi di apprendimento.
  • Incentivare la didattica di piccolo gruppo e il tutoraggio tra pari.

 

Valutazione

  • Programmare e concordare con l’alunno e la famiglia, se l’alunno è minorenne, le verifiche.
  • Prevedere verifiche orali a compensazione di quelle scritte (soprattutto per la lingua straniera).
  • Tener conto solo delle verifiche orali per le materie previste solo orali.
  • Testo delle verifiche scritte in carattere 12 o 14.
  • Eventuale lettura del testo della verifica scritta dall’insegnante.
  • Utilizzo di prove strutturate ( risposta multipla, V/F…).
  • Valutazioni più attente alle conoscenze e alle competenze di analisi, sintesi e collegamento piuttosto che alla correttezza formale.
  • Far usare strumenti e mediatori didattici nelle prove sia scritte sia orali (mappe concettuali, mappe cognitive).
  • Introdurre prove informatizzate.
  • Programmare tempi più lunghi per l’esecuzione delle prove o, in alternativa, compiti più brevi.
  • Pianificare prove di valutazione formativa.

 

Strumenti utilizzati dall’alunno nello studio

  • Strumenti informatici (libro digitale, programmi per realizzare grafici).

Fotocopie adattate.

  • Utilizzo del PC per scrivere.
  • Registrazioni.
  • Software didattici.

 

Relazioni con la famiglia

“…le istituzioni scolastiche cureranno di predisporre incontri con le famiglie coinvolte a cadenza mensile o bimestrale, a seconda delle opportunità e delle singole situazioni in esame, affinché l’operato dei docenti risulti conosciuto, condiviso e, ove necessario, coordinato con l’azione educativa della famiglia stessa.”

  • E’ necessario comunicare alla famiglia, secondo la modalità indicata nel PDP, data ed argomenti delle prove con adeguato anticipo.
  • Indicare, tra i compiti assegnati, quelli utili a raggiungere gli obiettivi minimi disciplinari (misure dispensative).